Coppa+Landini partecipa al primo Talent Hackathon italiano

L’8 luglio si è tenuto a Milano il primo Talent Hackathon italiano, promosso da Human Age Institute, Fondazione di ManpowerGroup Italia.

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#TalentHack (questo l’hashtag ufficiale dell’iniziativa) è un format pensato per affrontare le sfide delle aziende in ambito HR coinvolgendo e facendo collaborare talenti, innovatori e manager.

L’iniziativa è stata dedicata alla ricerca di soluzioni innovative globali sui temi delle risorse umane e del talento. A partire da sfide specifiche lanciate dalle grandi aziende partner (come Telecom Italia), i partecipanti hanno avuto l’intera giornata per sviluppare una proposta che è stata poi vagliata da una giuria di esperti, tra cui i Talent Leader della Fondazione.

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In occasione di questa prima edizione del Talent Hackathon, i partecipanti suddivisi in gruppi, si sono confrontati con le due sfide:

  • Talent Gravity – La fisica di attrazione del Talento”, a cura di ManpowerGroup, sui modelli innovativi di attrazione e misurazione del Talento.
  • “Smart Working Map – logistica e processi nell’evoluzione dei sistemi organizzativi”, proposta da TIM.

Noi di Coppa+Landini abbiamo partecipato attraverso la nostra Head of Intangibles Daniela Abbondanza alla challenge “Talent Gravity” lanciata da ManpowerGroup.

L’esperienza è stata un’importante lezione di auto-organizzazione all’interno di un team appena costituito e composto da persone che non si conoscevano prima.

Dopo i primi minuti di timidezza il gruppo ha rotto subito il ghiaccio e ha cominciato a fare brainstorming di idee per progettare una app desktop e mobile che invertisse il meccanismo di ricerca del lavoro (sarebbero le persone a compiere una serie di azioni sulla app che le portino ad incontrare le organizzazioni più vicine ai propri desiderata in termini di cultura aziendale e soft skills e, in seconda battuta, di competenze espresse dalle hard skills).

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Il meccanismo di gamification implementato dalle imprese sulla base di test (su hard e soft skills) permetterebbe ai candidati di “sbloccare livelli di competenze” e crescere, senza venire a conoscenza delle organizzazioni che si avvicinano maggiormente alla tipologia di profilo ed attitudini. Almeno non nella prima fase.

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Dal momento in cui l’algoritmo che sottende la app determinerebbe una percentuale di match tra persona ed organizzazione che si avvicina al 100%, il candidato scoprirebbe quali sono le aziende con le quali varrebbe la pena approfondire il discorso, attraverso una serie di attività che il gruppo di lavoro ha già esplorato e mappato.

L’innovatività del progetto in termini di experience delle persone e delle organizzazioni da un lato e dei risultati a cui può portare in termini di match perfetto, un po’ come avviene nelle app di ricerca del partner ideale, ha convinto la giuria che ha proclamato “Powerman” (questo il nome che il team ha dato alla app), il progetto vincitore della challenge “Talent Gravity”.

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Scopri di più dall’articolo dedicato di StartupItalia! e resta connesso con noi per scoprire l’evoluzione del progetto: chissà che non possa diventare una startup di C+L Ventures, lo startup studio di Coppa+Landini!